Il 2 maggio 1944 uno dei bombardamenti alleati distrugge le Officine Ferroviarie di Porta al Prato
Rimangono uccisi 14 ferrovieri e ferite molte persone e muore anche il partigiano Paolo Lippi “Paolino”, ispettore di brigata, in missione nella zona.
Nelle Officine lavora anche come tracciatore di bielle della sezione locomotive Guglielmo Pratesi. Nelle Officine fa azioni di propaganda e sabotaggio di macchinari e locomotive ed è in contatto con il Partito Comunista della seconda e della terza zona.
Guglielmo è un operaio turnista ed entra nelle SAP di “Cirillo” ma una delazione lo indica come renitente alla leva ed è quindi arrestato e portato alla caserma Carlo Corsi di Borgo Ognissanti con l’idea di trasportarlo poi a Villa Triste, sede della polizia politica nazista e del comando della Banda Carità. Ed è proprio nel tragitto che viene liberato dai partigiani di “Cirillo” che attaccano il furgone su cui è trasportato.
Guglielmo entra nella Resistenza con il nome di battaglia “Veleno”.
Nei giorni della battaglia per la Liberazione di Firenze compie azioni contro i cecchini nella zona di San Jacopino, del mercato di San Lorenzo e via Faenza.