Architetto e comandante partigiano, Riccardo Gizdulich fu protagonista della Resistenza nel Mugello e della ricostruzione del Ponte Santa Trinita, simbolo della rinascita di Firenze nel dopoguerra
Nato a Fiume nel 1908 e formatosi a Firenze, Riccardo Gizdulich unì alla professione di architetto un profondo impegno civile. Dopo l’8 settembre 1943 aderì alla Resistenza nel Mugello, dove organizzò e comandò la Banda di Ronta, poi confluita nelle Brigate Rosselli, coordinando azioni strategiche e operazioni di rifornimento di armi per la lotta partigiana.
In seguito entrò nella Divisione Arno delle Brigate Garibaldi, assumendo incarichi operativi e di intelligence fino alla Liberazione di Firenze. Nel dopoguerra Gizdulich divenne protagonista della ricostruzione cittadina, dirigendo il recupero dei frammenti e il restauro del Ponte Santa Trinita, distrutto dalle truppe tedesche in ritirata nel 1944.
Sostenitore del restauro conservativo dei monumenti storici, guidò un ampio dibattito culturale che portò alla ricostruzione del ponte “dov’era e com’era”, restituendo alla città uno dei suoi simboli più importanti, riaperto nel 1958.
Negli anni successivi svolse un’intensa attività come restauratore e progettista, lavorando su numerosi edifici storici, infrastrutture e teatri, affermandosi come figura di riferimento nella tutela del patrimonio artistico e urbanistico.
Morì a Firenze nel 1983, lasciando un’eredità significativa nella memoria della Resistenza e nella salvaguardia dell’identità storica della città.