3 marzo 1944: gli scioperi, i deportati e le sigaraie della Manifattura Tabacchi

Operai e operaie di Firenze e della Toscana parteciparono allo sciopero generale, un grande atto di disobbedienza civile contro il regime nazifascista

La mobilitazione del 3 e 4 marzo 1944 vide la partecipazione di lavoratrici e lavoratori di numerose fabbriche fiorentine e toscane, tra cui la Nuovo Pignone e la Manifattura Tabacchi di Firenze. Lo sciopero generale rappresentò una formidabile forma di resistenza civile contro l’occupazione tedesca e il regime fascista, in un periodo in cui qualsiasi forma di dissenso era duramente repressa. Nel clima di quei giorni, la rappresaglia dei repubblichini non si fece attendere: furono indicati alle SS i nomi di alcuni antifascisti della Pignone e sette lavoratori furono arrestati: Otello Bonardi, Dino Mangini, Ugo Bracci, Narciso Niccolai, Luigi Leporatti, Ottorino Taddei, Armando Cerchiai, quest’ultimo rilasciato per invalidità. Gli altri sei furono rinchiusi nelle carceri fiorentine e successivamente condotti alla Stazione di Firenze Santa Maria Novella. L’8 marzo 1944, insieme ad altri 338 toscani, partirono su carri piombati diretti al campo di concentramento di Campo di concentramento di Mauthausen. Particolarmente significativa fu la partecipazione delle sigaraie della Manifattura Tabacchi, donne con una lunga tradizione di lotta operaia e di organizzazione sociale. Tra queste spiccò la figura di Giuliana Serafini, maestra sigaraia e antifascista, protagonista della diffusione di stampa clandestina e della costruzione di cellule di Resistenza fra le operaie. Le sigaraie, con una forte e radicata coscienza collettiva, aderirono allo sciopero e lo organizzarono anche all’interno dei reparti, contribuendo in modo determinante alla riuscita della mobilitazione. La loro esperienza si inserisce in una lunga storia di lotte: molte sigaraie fiorentine si erano già mobilitate in epoche precedenti per condizioni di lavoro più giuste, e durante la guerra non smisero di difendere la libertà, diffondendo materiali antifascisti, sostenendo i partigiani e portando avanti lo sciopero con coraggio e determinazione. Commemorare oggi lo sciopero del 3 marzo 1944, i deportati della Pignone e le sigaraie della Manifattura Tabacchi significa ricordare la forza di una Resistenza che fu operaia e femminile, quotidiana e collettiva. È un invito a custodire la memoria storica come base dei valori di democrazia, giustizia sociale e dignità umana che fondano la nostra convivenza.

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